Babbo Natale






Il simbolo universale del Natale moderno nel mondo occidentale, è Babbo Natale.
Di storie su Babbo Natale ne esistono tante, ma sappiamo tutti che non è sempre stato così come lo conosciamo e lo vediamo oggi. La sua storia è lunga, complessa e di grande interesse.


ALL'INZIO FU SAN NICOLA
Il primo "donatore" di regali di cui si ha memoria è San Nicola. Visse nel 300 dopo Cristo a Myra, nell'Asia Minore, l'attuale Turchia.
Nato da una famiglia ricca, rimase orfano giovanissimo quando i suoi genitori morirono di peste. Fu così allevato in un monastero e fu ordinato prete a soli 17 anni, diventando così uno dei più giovani preti dell'epoca, ma anche dei tempi moderni.
Molte storie vengono ancora raccontate sulla sua generosità, soprattutto perché regalò poco a poco tutta la sua ricchezza, in modo particolare ai bambini poveri della sua città natale.
Le leggende narrano che era solito donare dei sacchetti d'oro oppure anche gettarli dalla finestra nella strada sottostante, dove venivano raccolti dai poveri del quartiere. E così, sulla sua generosità e sul suo spirito caritatevole circolarono presto numerose storie e leggende, che ancora oggi si narrano.
Una di queste storie racconta di una famiglia povera in cui vivevano tre ragazze che a causa dell'assoluta mancanza di denaro stavano per imboccare la via della prostituzione. San Nicola le salvò della perdizione lanciando una notte nel camino della loro casa dei sacchetti di monete d'oro, che per combinazione caddero dentro le calze di lana messe lì ad asciugare e che furono trovati la mattina dopo.
Qualche anno più tardi divenne vescovo, ma senza i paramenti ufficiali, infatti fu rappresentato con una lunga barba bianca e avvolto in un grande manto.


SAN NICOLA ARRIVA IN ITALIA
Dopo la sua morte, avvenuta tra il 245 e il 352 fu fatto Santo e la traslazione a Bari delle sue spoglie lo fece diventare il Santo Patrono della città pugliese.
In quel periodo la Chiesa Cattolica festeggiava la nascita di Cristo e così San Nicola fu inserito nel calendario liturgico. San Nicola viene festeggiato il 6 dicembre.
Quando ci fu lo scisma tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Anglosassone e cioè Protestante, questi ultimi non vollero più festeggiare San Nicola, perché era un esempio di generosità e di carità cristiana ma il suo simbolo era troppo legato alla Chiesa Cattolica.
Così, il mondo protestante, che non riconosceva il culto dei santi, abbandonò la tradizione di festeggiare San Nicola e la sua accattivante figura fu un po' dimenticata.


BABBO NATALE SI DIFFONDE IN EUROPA
Pur non volendo più festeggiare San Nicola nel mondo protestante, quale simbolo della Chiesa Cattolica, alla gente piaceva l'idea di avere una figura buona che portava i regali ai bambini e così ogni paese inventò un proprio Babbo Natale.
Infatti in Gran Bretagna diventò "Father Christmas", Padre Natale, che veniva rappresentato con ramoscelli di agrifoglio, edera e vischio. Anche per i francesi diventò "Pere Noel", Padre Natale, e in Germania divenne "Weihnachtsmann", e cioè l'uomo del Natale.
I comunisti, quando presero il potere in Russia, rifiutarono la Chiesa Cattolica e volendo avere un "Babbo Natale" tutto loro lo chiamarono "il Grande Padre Gelo", e per differenziarsi ulteriormente, anziché rappresentarlo con il consueto abbigliamento rosso decisero di vestirlo di blu.
Per gli olandesi divenne "Sinterklaas" e questo nome, pare a causa della cattiva pronuncia, divenne in America "Santa Claus".
Tutte queste figure natalizie si differenziavano per il colore dell'abbigliamento, ma avevano già tutte in comune la lunga barba bianca e la caratteristica di regalare doni.


SAN NICOLA: BABBO NATALE VA NEGLI STATI UNITI
Il nome Nicola significa "vincitore fra il popolo". Il nome fu appunto storpiato in Santa Claus ed emigrò in America, però anche dal nome inglese, Santa Claus, rivela l'origine del personaggio nella figura di San Nicola, il primo dispensatore di doni ai bambini, nel mondo da poco cristianizzato.
Negli Stati Uniti subì una piccola metamorfosi e il mantello vescovile diventò rosso, orlato di pelliccia e la mitria divenne un cappuccio a punta.
Il Babbo Natale, così come lo conosciamo oggi, fu resuscitato in parte per l'aspetto e gli attributi dallo scrittore americano Clement C. Moore, il quale scrisse nel 1823 una composizione natalizia dal titolo "A visit from St. Nicholas", e cioè "una visita da San Nicola", dove lo scrittore descrive San Nicola come "un vecchio elfo paffuto e grassottello".
Anche il più famoso scrittore Washingyon Irvin descrisse come "Dispensatore di Doni" un "Vecchio dal volto incorniciato dalla barba bianca, grasso e ilare".
Qualche tempo dopo, il disegnatore americano Thomas Nast disegnò per quattro anni di seguito le copertine dei numeri natalizi di "Harper's Bazar", una celebre rivista americana, con un Santa Claus già molto simile a quello da noi oggi conosciuto.



LE MAGIE DELLA PUBBLICITA'
L'ultima e la più importante incarnazione di Babbo Natale fu definitivamente messa a punto dal famoso disegnatore Haddon Sunblom, che disegnò la nota figura di Babbo Natale per conto della pubblicità di una famosa bibita americana, la Coca Cola.
Il disegnatore iniziò questo lungo lavoro pubblicitario nel 1931 e lo terminò nel 1966, rappresentando alla fine un Babbo Natale giunto fino ad oggi con dei dettagli ben definiti e cioè una lunga barba bianca, l'inconfondibile abito rosso, gli stivali, la cintura di cuoio e un'immancabile sacco ricolmo di doni da portare ai bambini.


SAN NICOLA TORNA NELLA VECCHIA EUROPA
Con le nuove sembianze il vecchio San Nicola, noto come Santa Claus, ritorna in Europa, questa volta come Babbo Natale uguale in tutti i paesi e si sa che la pubblicità della Coca Cola è stata molto efficace nella diffusione in tutto il mondo della bibita che produce e nell'esportare di conseguenza anche il nuovo Babbo Natale.



BABBO NATALE PRENDE CASA IN LAPPONIA
Prima ancora che il disegnatore pubblicitario mettesse a punto l'immagine di Babbo Natale studiando tutti i dettagli, qualcuno che abitava in un altro paese decise che era arrivato il momento di dare una casa a Babbo Natale. Dato il periodo dell'anno in cui si festeggia l'arrivo dei regali, il luogo migliore poteva sembrare uno con tanta neve.
Infatti, l'idea che Babbo Natale vivesse in Lapponia, in compagnia delle renne in un piccolo paese chiamato Korvatunturi, fu la geniale invenzione del finlandese "Zio Markus".
Zio Markus era titolare di una trasmissione radiofonica per bambini e fece questa importante ed emozionante "rivelazione" di tale segreto ai suoi piccoli ascoltatori nell'anno 1927.
Rivelò anche che Babbo Natale aveva il suo recapito ufficiale, e da allora tra i bambini si diffuse l'usanza di scrivere le letterine a Babbo Natale, con le richieste dei doni desiderati.


BABBO NATALE RICEVE LETTERINE DA TUTTI I BAMBINI
Grazie allo zio Markus, da tanto tempo si è diffusa l'usanza di scrivere le letterine a Babbo Natale, ed è sempre più frequente vedere nelle piazze delle grandi città anche in Italia, che durante il periodo natalizio vengano messe speciali cassette postali per le missive indirizzate a Babbo Natale.



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